sabato 30 giugno 2012

Occidente di Corso Salani. A Slaff, il Ricordo di un Cineasta Indipendente


Corso Salani, Occidente, 2000

Ad Asti, per una riflessione su cinema e migrazione, si ripercorrono le vicende degli uomini senza patria di Corso Salani


Corso Salani è stato autore e attore che ha saputo sempre mettere in scena il disagio generazionale e individuale. Raccontando le vicende dell’uomo senza nazionalità, è riuscito ad esprimere il dolore e la solitudine che ne caratterizzano, universalmente, i comportamenti sociali. Creatore di uno stile dell’irresolutezza e dell’ambiguità, è stato capace di servirsene anche nelle opere apparentemente leggibili in chiave autobiografica.
La sua carriera iniziava nel 1987, quando riusciva a trovare lavoro come aiuto regista nel film di Carlo Mazzacurati Notte Italiana. La prima opera, il documentario Voci d’Europa (1990), realizzato con una troupe ridotta al minimo e girato in 16mm, sarà rappresentativa del modo di fare cinema che informerà anche i film successivi.
Seguivano Eugen si Ramona (1990), scritto con la sceneggiatrice di fiducia, Monica Rametta, e Gli Ultimi Giorni (1992) con Lorenza Indovina. Come attore, si metteva in luce negli anni Novanta con Il Muro di Gomma (1991) di Marco Risi, che lo vede recitare accanto ad Angela Finocchiaro, Johnny Dorelli e Roberto Herlitzka. Nello stesso periodo, Si esibiva anche in Nel Continente Nero (1993) sempre di Marco Risi e ne La Fine è Nota (1993) di Cristina Comencini.
Negli anni successivi, si impegnava nella regia di Occidente (2000),Corrispondenze Private (2003) e Il Peggio di Noi (2006). A soli 48 anni, Corso Salani scompariva prematuramente nel giugno del 2010, creando un vuoto incolmabile nel cinema indipendente del nostro paese.
Occidente, in programma sabato 30 giugno ad Asti nei locali dello Spazio Vinci, è una pellicola antinarrativa a basso costo, molto vicina al documentario, ricca di tempi morti, aperta all’improvvisazione. Pur non volendo mai utilizzare per se stesso la definizione di cineasta militante, Salani reputava la propria libertà di decisione come un’istanza strettamente legata ad una maggiore attenzione al film. Considerava il cinema indipendente come una sorta di missione in cui sperimentare i diversi linguaggi: fiction documentaristica, riflessione interdisciplinare su registri e soluzioni.
In Occidente, Malvina, ragazza di Bucarest, vive ad Aviano, il paese friulano in cui si trova l’importante base militare statunitense. Lavora come cameriera in un ristorante per soldati americani e durante le ore libere segue un corso per diventare infermiera. La sua vita sembra quella di una qualunque ragazza immigrata. In realtà, ha alle spalle un’esperienza problematica: nel 1989 ha partecipato alla Rivoluzione Rumena che ha abbattuto il regime di Ceausescu.
Alberto, un giovane professore del locale istituto alberghiero, vive lontano da casa. È uno “straniero”, come del resto un po’ tutti ad Aviano, a partire dai militari americani. Una sera, va a cena con dei colleghi nel ristorante dove lavora Malvina e rimane colpito dalla ragazza. Questo incontro è destinato a cambiare in modo profondo la sua vita. Passo dopo passo, Alberto si fa coinvolgere dall’esistenza mesta che la ragazza rumena conduce. Attratto dall’inquietudine della giovane, non riesce, tuttavia, ad avvicinarla, a parlarle, ad aiutarla. Si limita ad osservarla, a seguirla da lontano, a spiare la sua vita che, inaspettatamente, si rivela ancora più disperata di quanto egli non avesse potuto immaginare.
Salani adotta, per questo film, mezzi di estrema sobrietà: un fraseggio essenziale della macchina da presa, una recitazione totalmente priva di enfasi. Occidente è un film che ci parla dell’estraneità a se stessi, della dialettica tra speranza e delusione, della solitaria lotta contro la memoria del dolore.
Ivan Fassio
Corso Salani, Occidente
Sabato 30 giugno, ore 22,30 / 23,30
Sapazio Vinci, Asti
http://www.slaff.it/

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