sabato 1 febbraio 2014

Una Passeggiata a Ritroso: dalla Performance ad un'Etimologia dell'Arte


Legandosi strettamente ad interventi sul territorio ed alla particolarità di posizioni ed occasioni, scultura, pittura e fotografia hanno ampliato il loro raggio d'azione. La necessaria documentazione di pretesti progettuali o itinerari, in questo senso, si è nutrita di mappe, banche dati, immagini, resoconti, video: risultati intermedi – fruibili, tuttavia, a livello estetico, intellettuale e relazionale. La performance art è diventata, talvolta, atto privilegiato per la formulazione iniziale di operazioni su specifici settori della percezione, del sapere, della società. In quanto espressione nata intorno all'esigenza di distacco dal mercato e di affrancamento dalla concezione di opera come prodotto finito, essa ha saputo ispirare come linfa purificata gli altri aspetti della contemporaneità.
Esercizi di durata variabile in contesti paesaggistici e naturali, piuttosto che in situazioni interne a sistemi chiusi, possono comprendere la partecipazione umana o contemplare semplicemente l'osservazione oggettiva di un fenomeno generato a distanza, meccanicamente o scientificamente. L'obiettivo è sempre, ad ogni modo, la convalida della relazione tra uomo e ambiente come fatto creativo inevitabile, intimo e primitivo, privato di implicazioni volontaristiche o di mediazioni artificiose.
Fissato in provvisorietà oggettuale, il ritorno alle radici dei concetti informanti dell'arte sarà scrutabile in sospensione illuminante. Le categorie saranno ancora lette secondo i loro originari contenuti: estetica come rapporto con i sensi, teatro nell'accezione di impressione visiva, poetica nel senso di matrice creativa totale, simbolo inteso nella condivisione comunitaria di un insieme di segni. L'etimologia rappresenterà il movente performativo di attualizzazione per ogni opera rielaborata e riproposta in arte: secondo intuizione e tecnica, talento e mestiere.



Ivan Fassio





Nessun commento:

Posta un commento